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Serie "I Quaderni di Coscienza" anno 2010

  • n. 24. Anno "C"

    “Testimoni di Geova: apostoli o affaristi?”.

    Una presenza che si fa sempre più visibile, nelle nostre comunità, e che a tratti diviene fastidiosa e petulante, è quella dei testimoni di Geova.
    Beninteso, fatto salvo il diritto di praticare la religione che si ritiene più opportuno seguire e salvaguardata la possibilità per tutti di professarla ed annunciarla, senza nulla voler togliere a nessuno, abbiamo il diritto-dovere di saperne di più.
    Si badi, saperne di più non attraverso le chiacchiere stereotipe delle buone donnette che – datesi una ripulita – battono le nostre strade alla ricerca di qualcuno da ‘convincere’, bensì attraverso l’analisi di alcuni fattori importantissimi che troppo spesso vengono ignorati.
    Cominciamo subito col dire che i testimoni di Geova non sono cristiani!
    È vero che loro affermano il contrario.
    Ma è altrettanto vero che ‘cristiano’ può dirsi chi riconosce in Cristo Gesù, nato dalla Vergine Maria, il Verbo fatto Carne per volontà del Padre e per opera dello Spirito Santo.
    Implicitamente, chi è cristiano confessa la Trinità di Dio: Uno in tre Persone eguali e distinte.
    Questa affermazione è rifiutata categoricamente dai Testimoni di Geova, perciò non sono cristiani, nonostante tutti gli insulsi blateramenti di vecchietti riverniciati che non sanno andare oltre quattro versetti imparati a memoria e ‘vomitati’ – letteralmente – in faccia ai malcapitati.
    Ma non è su questo punto che ci dobbiamo fermare, bensì su di un aspetto ben più importante e ben più increscioso.
    Facciamo insieme alcune considerazioni preliminari per poterne, poi, trarre con chiarezza le debite risultanze.
    I Testimoni di Geova nascono nel Nord America, nel corso del XIX secolo, e dapprincipio non rappresentano che una delle tante ‘devianze’ bibliche di cui quelle terre pullulano. Si pensi ai tanti ‘furbissimi’ telepredicatori che ogni giorno fondano nuove sette e nuove chiese e …….. fanno incetta di nuove offerte.
    Il problema vero che pone l’azione dei Testimoni di Geova si colloca in un quadro più ampio, in cui trovano posto una buona parte di tutti quei movimenti che vedono la luce in aperta contrapposizione alla Chiesa.
    Ed iniziamo, allora con la prima delle nostre considerazioni : ciò che nasce non per unire i fedeli intorno alla figura di Cristo Signore, ma per dividerli e contrapporli su ‘proposizioni’ ed affermazioni e prese di posizione le più varie, non nasce da Colui che è “Agape”, ossia Amore, ossia Carità, ossia unione inscindibile di natura spirituale; bensì da quell’altro che è divisione, ossia contrapposizione, ossia diffidenza, ossia odio. E questo sia detto una volta e per sempre, con buona pace di coloro che sembra quasi si vergognino di essere stati allevati nel seno della Chiesa e nella luce della Verità rivelata.
    Tutte, e sempre, le eresie sono frutto dell’azione demoniaca che attenta alla salute spirituale dei rinati dall’acqua e dallo Spirito, sia quelle che corrono ‘avanti’, sia quelle che frenano per restare ‘indietro’!!!
    Punto secondo: la dimostrazione della veridicità di quanto sopra affermato sta proprio nel fatto che maggiormente distingue l’essere cristiani dall’essere portatori dell’errore. Infatti, da sempre la Chiesa – sin dal tempo degli Apostoli – ha avuto una identità missionaria e si è prodigata per portare il lieto annunzio a tutti gli uomini. Da sempre ha annoverato martiri tra le sue fila e la situazione attuale di tante parti del mondo lo dimostra ampiamente.
    Terzo: consideriamo l’azione di questi bravi ‘ultimi venuti’ che ad un tratto sono stati illuminati. Dove si esplica la loro azione? Nei paesi di antica tradizione cristiana, siano essi cattolici, siano appartenenti a quelle confessioni sorelle che la Storia ci ha – purtroppo – consegnato. Ossia la loro azione si radica là dove il principio di tolleranza consente loro di essere presenti, con tanti saluti alla necessità della missionarietà ad gentes.
    Introduciamo, allora, un quarto punto nella nostra riflessione, così che esso sia conseguenza dei primi tre. L’azione di questi movimenti, T. di G. compresi, non appaiono diretti ‘pro’, bensì ‘contro’. Ossia non hanno alla base l’anelito a lavorare a favore dell’umanità, bensì contro la Chiesa, rea di essere la grande Babilonia. Ed in effetti, la loro azione si irradia dal loro centro di ‘affari’ che è a New York, in Europa e nel Sud America, terre da secoli cristiane. A questo punto, tenuto presente quanto detto sopra, viene spontaneo fare questa affermazione: l’attacco alle società cristiane ed in particolare cattoliche che questi movimenti – compresi i Testimoni di Geova – portano avanti non è fatto a caso. Essa obbedisce ad un preciso piano di destabilizzazione dell’unica realtà sovranazionale capace di parlare alle coscienze degli uomini e di farli riflettere prima di agire.
    Duemila anni di Cristianesimo, tra alti e bassi, tra vittorie e persecuzioni, tra riforme e controriforme, hanno fatto maturare nel cuore dell’uomo la convinzione della necessità e della opportunità del rispetto pieno e sincero di alcuni principi base che recepiscono diritti propri ed innati dell’individuo, fatto ad immagine e somiglianza di Dio.
    La distruzione della credibilità della Chiesa e della sua predicazione fa venire meno il suo insegnamento e tutto ciò che nasce e consente di ‘rimodellare’ il mondo su principi diversi.
    Si pensi per un attimo all’attacco che le è stato mosso sul piano filosofico, e di conseguenza politico, dall’archiviato e decrepito marxismo.
    Si pensi all’attacco che le viene mosso su presunte basi spirituali dai movimentini che spuntano a suon di dollari e che mirano a destabilizzarne il carisma.
    Vi sembra troppo?
    Bene! Allora facciamo un ultimo riferimento ad una dato storico ed ognuno ne tragga le sue personali conclusioni.
    Giovanni Paolo II nella ‘Centesimus annus’, pubblicata per ricordare la ‘Rerum novarum’ di Leone XIII, ripropose la dottrina sociale della Chiesa e rifiutò sia la soluzione marxista-leninista, che aveva portato solo lutti e miserie generalizzate, oltre alla mancanza di libertà; sia la soluzione liberal-capitalista che aveva generato guai non certo minori. Sosteneva il Santo Padre che ambedue le “filosofie” avevano perseguito la schiavizzazione dell’uomo: una all’ideale, l’altra al profitto!!!
    Ricordate il gelo delle ‘intelligenze’ di parte nei confronti della Chiesa?
    Ebbene, il modello marxista-leninista non è più proponibile, per grazia di Dio!
    E quello liberal-capitalista?
    Men che meno, ovviamente!
    Però, il suo ultimo tentativo di distruggere l’unica vera opposizione che incontri – ossia la dottrina sociale della Chiesa – lo sta facendo con ferma determinazione.
    Naturalmente fallirà anche esso, come tutto ciò che nasce dallo spirito di divisione. Ma, nel frattempo, noi siamo in grado di scacciare dal nostro cuore le suggestioni veicolate da queste persone che sembrano inoffensive e rodono come un tarlo?
    Anche da questo si vede la maturità della fede!